Con l’upcycling non si finisce mai di sperimentare

La sua passione per l’upcycling parte da lontano, quando da ragazzina chiedeva il permesso ai genitori, proprietari di un negozio di abbigliamento, di andare nel magazzino a scegliere degli abiti per poi trasformarli in qualcosa di nuovo. Questo è il punto di partenza di Marianastasia Giovanardi Gatti, la nostra giovane fashion designer da poco entrata nel team di greenchic. Tagliare stoffe e creare nuovi abbinamenti sono solo l’inizio della storia. Il suo hobby del dopo scuola, il suo amore per questo ambiente si è convertito nella sua occupazione primaria.

Oggi Marianastasia continua ad usare la macchina da cucire, ma la sua attenzione si focalizza quasi interamente sull’aspetto creativo, ossia applicare il suo estro per realizzare collezioni di moda partendo da capi pre-loved per generare nuovi accostamenti, per dare loro una nuova opportunità. Il risultato proviene da un lungo percorso di ricerca e di analisi, ci racconta la fashion designer. Il processo di trasformazione di qualcosa di preesistente, far evolvere un capo, immaginarselo in una nuova versione rende tutto più impegnativo. Ma il lato positivo della medaglia è il poter dare sfogo totale alla propria creatività, senza porsi limiti.

Che cosa significa imbattersi in una collezione di upcycling?

Fare una collezione di upcycling è completamento diverso dal realizzare una collezione di moda normale. E’ necessario fare un grande sforzo iniziale, bisogna pensare a molti aspetti contemporaneamente, a come mettere insieme i pezzi.

Qual è l’aspetto più affascinante dell’upcycling?

Cercare di capire in anticipo cosa ti servirà per realizzare la collezione. E’ una produzione 100% artigianale, non si avrà mai un risultato uguale all’altro, ogni capo sarà un pezzo unico al mondo. Quando si inizia a creare non sai mai bene come andrà a finire, è tutto inaspettato. L’upcycling dà infinite possibilità, è una sperimentazione continua.

Qual è stato il tuo primo progetto di upcycling?

Il progetto “The Voice of Z” fatto per l’esame di Fashion Design IV al NABA. Ho creato 4 capi rigenerati unendo parti provenienti da sciarpe e maglioni. Poi per la tesi ho fatto il progetto “KLIN”, ho realizzato una borsa e una giacca con gli avanzi dei ritagli di denim.

Dove trovi l’ispirazione?

Mi faccio ispirare da quello che vedo su Instagram e recentemente ho trovato anche delle cose interessanti su TikTok. Sono anche una super fan di riviste come Lampoon o Numéro. Ma la mia musa ispiratrice per eccellenza è Miuccia Prada. Per me lei rappresenta un’icona. Ogni volta che faccio qualcosa penso al suo stile e alla sua capacità creativa.

Qual è il capo di abbigliamento che ami di più trasformare?

L’abbigliamento è tutto bello da trasformare, ma se dovessi proprio scegliere allora direi vestiti e gonne.

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